Covid 19: la domanda di sospensione delle rate dei mutui prima casa disposta dal MEF. Molte ancora le situazioni da tutelare.

Salvo il credito di imposta per Marzo, nulla è stato previsto per sospendere i canoni di locazione che gravano sugli imprenditori, sulle attività ricettizie, sulle attività commerciali e sugli studi professionali, oltre che sulle famiglie degli studenti fuori sede.

L’Emergenza Coronavirus significa, in primis, emergenza sanitaria ma anche emergenza economica.
I problemi dei canoni riguardano aziende, imprenditori, commercianti, attività ricettizie, oltre che le famiglie fuori sede di cui abbiamo già parlato.

Il trenta Marzo è stato pubblicato il decreto attuativo del MEF con le regole di accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa con il relativo modulo. Si tratta, spiega l’avv. Laila Perciballi, del fondo che consente la sospensione delle rate dei mutui fino a 18 mesi, possibilità peraltro estesa dal decreto legge Cura Italia anche agli autonomi. In particolare, i lavoratori autonomi devono autocertificare di aver registrato, nel trimestre successivo al 21 febbraio e precedente la domanda, un calo del proprio fatturato medio giornaliero superiore al 33% del fatturato ultimo trimestre 2019, per chiusura e restrizione attività. Per facilitare e velocizzare ulteriormente le procedure, il nuovo modello di domanda di accesso al fondo allegato, è reperibile anche sui siti del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Consap e dell’Abi, e potrà essere compilato direttamente online ed inviato secondo le modalità indicate da ciascuna banca.

Ma la crisi genera spesso l’impossibilità di far fronte ai pagamenti delle rate per i prestiti personali, al consumo, mutui chirografari, carte di credito revolving e ciò , in assenza di provvedimenti di sospensione, comporta segnalazioni massive alla Centrale rischi della Banca d’Italia e agli altri sistemi di informazione creditizia, con l'espulsione di milioni di cittadini dall'accesso al credito e un grave deterioramento del merito creditizio degli intermediari.

Così come avviene per il mutuo prima casa, i cittadini devono avere la possibilità di ottenere la sospensione di ogni prestito, ed è comunque necessario interrompere le segnalazioni alle Centrale rischi e agli altri intermediari creditizi per i ritardi o i mancati pagamenti causati dalla pandemia; ovviamente, sono provvedimenti che devono essere assunti subito.

Nel decreto Cura Italia si ricorda è prevista anche una proroga degli sfratti, abitativi e non, fino al 30 giugno.

Mentre per le locazioni commerciali “ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1” (art 65 decreto “Cura Italia)”.

Certamente, è meglio un credito di imposta che il nulla; ma la verità è che molti imprenditori, attività ricettizie e commercianti non hanno la liquidità per pagare i canoni mensili (spesso molto alti) e le bollette; quindi, il credito di imposta, in moltissimi casi, non rappresenta una soluzione. E’ chiaro che ci si trova in circostanze complesse. Per le attività commerciali, il conduttore non può sospendere il pagamento del canone perché comunque all’interno c’è tutto il suo materiale per la gestione dell’attività, ma allo stesso tempo il locale non può essere usato per la funzione economico sociale per la quale è stato locato dati le disposizioni di chiusura per il contenimento della diffusione del covid-19. Insomma, fintanto che non c’è un provvedimento, il locatore, in assenza del pagamento dei canoni, allo stato sarebbe legittimato ad agire per recuperarli e per promuovere un procedimento di sfratto per morosità. La tempestiva formalizzazione al locatore della decisione di sospendere il pagamento del canone e delle relative motivazioni potrebbe frenare la proprietà dall’assumere iniziative contro il conduttore e dare a quest’ultimo quantomeno un po' di respiro circa questa obbligazione anche se il consiglio migliore - spiega l’avv. Laila Perciballi - è quello di cercare soluzioni condivise con il locatore, per esempio con una riduzione del canone.

L’interruzione del pagamento del canone delle locazioni a uso abitativo, come quelle degli studenti fuori sede, non è prevista da alcuna regolamentazione.

A seguito dell’iniziativa Cisal-Mc Roma Capitale, sono stati raggiunti innumerevoli accordi tra i locatori ed i conduttori che hanno portato o alla sospensione dei contratti, o alla notevole riduzione degli stessi (riconoscendo ai proprietari le spese relativa alle tasse ed alle bollette), o in alcuni casi alla risoluzione con conseguente sollievo delle famiglie con studenti fuori sede che, per il periodo della pandemia, sono tornati a vivere con le loro famiglie.

Insomma, innumerevoli incertezze da affrontare anche in relazione al pagamento delle bollette per luce, acqua e gas che, per quanto ridotte, comunque necessitano di liquidità che, spesso, non si ha.

Un altro problema, certamente meno urgente, ma non per questo da trascurare, è la possibilità delle persone, compresi gli studenti, di non perdere i soldi spesi per gli abbonamenti presso palestre, centri sportivi e piscine.

Ancora una volta la soluzione è nel buon senso; quindi, una volta riaperti, è auspicabile che i centri sportivi consentano agli abbonati di recuperare il periodo di abbonamento non utilizzato a causa delle misure restrittive ed, in questo modo, soddisfare, da una parte, il diritto delle persone a non perdere quanto pagato; dall’altra, permettere agli imprenditori di perdere liquidità con il rimborso, così evitando ulteriori disagi ai gestori già indeboliti economicamente dalla chiusura forzata.

Insomma, per tutte queste situazioni, e per le innumerevoli altre che la pandemia ha causato, Movimento Consumatori – Roma Capitale è a disposizione, anche per gli iscritti Cisal; gli sportelli fisici sono chiusi, ma siamo sempre raggiungibili da tutti i cittadini che ne hanno esigenza, attraverso il numero whatsapp 3939072144, o la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

qui sotto potete scaricare la domanda da inviare al MEF

DOMANDA MEF

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